| Supino |
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Le prime notizie certe dell'esistenza dell'abitato ci provengono dalle cronache di Fossanova. Nel 1125 il castello di Supino subì un lungo assedio, durato due anni, da parte delle truppe di papa Onorio II. In precedenza il signore locale, Tommaso di Supino, aveva stretto alleanza, nel 1216, con Ruggero d'Aquila, per contrastare i suoi rivali, i Conti de Ceccano. L'assedio, conclusosi con una sconfitta, segnò il passaggio del feudo alla potente famiglia dei De Ceccano.Le cronache ci riportano di un nobile Rinaldo da Supino che nel 1303 prese parte, con Sciarra Colonna, al famoso episodio dello schiaffo di Anagni. Con l'estinguersi dei De Supino il castello passò nel 1503 ai Colonna. In età barocca fu eretta a Supino la bella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore. Fonte: Wikipedia
Volendo stabilire l'origine della popolazione di Supino, come quelle dei centri limitrofi (Patrica, Morolo, Sgurgola), si fa riferimento ai Volsci, popolo dell'antica Italia di stirpe Tosco-Uumbra. Non si hanno notizie precise su come siano sorte le prime abitazioni del paese; alcuni dicono che l'attuale Supino sia stata fondata da superstiti, scampati alla distruzione, di Ecetra, una delle sette città fondate dai Volsci. Ecetra fa sovente la sua comparsa nelle guerre contro i Romani, ma scompare poi dalla storia senza che oggi se ne possa fissare la precisa posizione. Viene ricordata per la prima volta da Dionigi di Alicarnasso sotto Tarquinio il Superbo (534-509 a.C.). Successivamente, durante la guerra volscica, che si suppone condotta da Coriolano, Ecetra compare ancora come città, in cui ha luogo il congresso generale dei deputati delle città volsciche. Spesso è menzionata nella lunga lotta degli Equi e Volsci con Roma, e sembra essere stata una delle città volsciche più vicine agli Equi. Alcuni storici ritengono che essa, intorno al 459 a.C. circa, sia stata la città più ragguardevole dei Volsci e, nella posizione, la più vantaggiosa. L'ultima menzione diretta di Ecetra si ha nella campagna del 378 a.C. Supino è un comune di circa 4700 abitanti situato a 321 mt. sul livello del mare, ai piedi del versante orientale dei Monti Lepini, il suo territorio è compreso in 35,4 Kmq, dai monti al fiume Sacco (che nasce dai monti Prenestini e sfocia nel Liri). La popolazione di Supino, sin dalla prima origine, ha evidentemente deciso di collocarsi nel luogo militarmente più sicuro e difendibile (La Torre).
I ruderi delle fortificazioni tuttora riscontrabili in loco fanno pensare ad un triangolo isoscele con alvertice il castello della Torre e con la base costituita dalla fila di case poste nella parte più alta delcentro storico. I due lati erano rappresentati da muraglie che, partendo dal castello, si congiungevanoall'estremità della base della stessa, così da costituire una valida protezione per tutta la zona interna alle fortificazioni. E' così che il vecchio centro abitato costituiva esso stesso la cinta di mura sito su fossi o dirupi, cinta di mura chiusa da porte per alcune delle quali restano gli archi e le case sovrastanti: Porta S.Nicola (in via Zavolta), almeno tre Portelle (una al vicolo Gelsi, una in prossimità di Piazza dell'Erba, una a metà dell'attuale via Roma), Porta La Volpe, ecc. L'attuale Supino è sorta nel periodo medievale, probabilmente nei secoli IX e X. Le prime notizie certe risalgono agli inizi del XII secolo nella Chiesa di Fossanova: "Il Papa Onorio II andò contro Supino ed essendo stati uccisi molti soldati, gli altri rientrarono a Roma con disonore" (1125).
A questo riguardo c'è da sottolineare il fatto che Supino risulta sempre mobilitata sul piede di guerra dalla metà del secolo XII alla metà del XIII, per la lotta tra il re di Francia e il Papa, con alla testa i capitani Giovanni de Supino (1168), Tommaso de Supino (1216), Riccardo de Supino (1227), Rinaldo de Supino (1249) (colui che prese parte con Sciarra-Colonna all'insulto di Anagni), e Balduino de Supino (1263). Successivamente, nelle lotte tra i casati, le alterne vicende avrebbero portato a comandare più o meno lungamente in Supino altri capitani con i Conti, gli Anguillara, i Borgia, i Carafa e i Colonna. I Colonna tornano a Supino anche con il famoso capitano Fabrizio (quello della disfida di Barletta), illustre uomo d’armi nonché consigliere di Papa Giulio II. Questi trascorsi storici servirebbero a spiegare, forse, la esplosiva fierezza di fronte alle ingiustizie e ai soprusi del la popolazione Supinese. Non a caso, un vicolo dell'antica Supino è intitolato "Vicolo della Rivolta"; né può considerarsi privo di significato il fatto nel gonfalone del Comune vi sia come stemma il "Leone rampante".
La popolazione di Supino seguì le vicende dello Stato Pontificio e per tutto il XVII e XVIII secolo subì il potere accentratore dell' amministrazione centrale romana. Nel 1798, durante l'occupazione francese di Roma, furono inviati a Frosinone, per presiedere al governo di tutta la provincia, tre commissari. Ma questa forma di autorità durò solo due anni giacché nel 1800 ritornò di nuovo nel territorio un governatore pontificio. Seguì, quindi, il periodo di occupazione da parte delle autorità napoleoniche le quali, 11 novembre 1809, inserirono il comune di Supino all'interno del Dipartimento del Tevere. La restaurazione dell' 1816 provocò un riassetto dell'amministrazione territoriale generale dello stato pontificio, che venne suddiviso in legazioni, Supino venne così a far parte della Delegazione di Frosinone. Supino venne a far parte del Regno d'Italia il 12 settembre 1870, momento in cui le cinque province dello Stato Pontificio vennero raccolte in un'unica provincia. Roma, a sua volta suddivisa in 5 circondari e il comune di Supino fu annoverato all'interno del circondario di Frosinone. Questo assetto amministrativo rimase pressoché invariato fino al 6 dicembre 1926 quando venne istituita la Provincia di Frosinone. Fonte: www.comunidellaciociaria.it
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Statuto di Supino
Papa Onorio II
Giovanna D'Aragona.