22 -February -2012 - 23:01
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Il Gruppo

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Supino PDF Stampa E-mail
Un incontro: musica e poesia.

Tutto cominciò in un giorno che non sembrava agosto, pioveva e noi stavamo chiusi dentro al bar intorno al tavolo e si sorseggiava un buon bicchiere di vino rosso locale. Si parlava di tutto, ma l’argomento principale era la musica, di quello che ha fatto e sta facendo, ma soprattutto quello che la musica riesce a fare con le parole e viceversa. Musica e poesia, sono due termini che al loro interno racchiudono un mondo meraviglioso. L’artista canta, recita, si contorce, gioisce, vuole o vorrebbe esprimere, far sapere ciò che lui in quel momento sta vivendo. Tutto questo noi lo abbiamo trovato in Fabrizio De Andrè. Un’artista che è riuscito a far sposare questi due mondi e al tempo stesso è riuscito a non creare una dipendenza tra i due. In ogni canzone di De Andrè vivono due anime, quella musicale e quella poetica, ogni una di queste anime vive di luce propria. Nella nostra testa ormai, giravano soltanto parole come: musica, rima, poesia, metrica e Fabrizio De Andrè. E così un pò per gioco e forse perché alla fine a questo progetto ci si credeva, abbiamo deciso di mettere insieme un gruppo musicale. L’unico problema adesso era trovare il nome, lo abbiamo preso da una canzone di Fabrizio De Andrè, Disamistade appunto, tratto dall’ LP Anime salve del 1996. Ci sembrava il nome più appropriato per il gruppo, la disamistade in dialetto sardo significa inimicizia-faida. La disamistade nasce dal desiderio di fermare il tempo senza però riuscirci e crede ad un mondo dove tutti gli uomini sono uguali. In ogni canzone di De Andrè come è stato già detto, vivono due anime: quella musicale e quella poetica, queste due anime si possono leggere in due modi diversi. Quante volte ci è capitato di usare le strofe delle canzoni come si usa una poesia, oppure di fischiettare un motivo senza usare le parole, questo per me avviene quando la musica e le parole della canzone vivono di luce propria. Anche perché molte volte vengono scritte prima le parole e dopo la musica, oppure viceversa. Un esempio lo troviamo nell’ LP” Non al danaro non all’amore né al cielo” (1971), dove De Andrè musica l’antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters, poeta americano. In questo disco De Andrè trasforma i personaggi e li proietta in un mondo molto più attuale, rendendoli più vivi con le sue sonorità e con la sua musica. Questo avviene anche  nella poesia scritta da Cecco Angiolieri, poeta italiano, Fabrizio De Andrè la trasforma, la modella, donandogli un’anima e un corpo. noi “I Disamistade”, da quell’agosto del 2004, ancora continuiamo a suonare e a far conoscere la musica e la poesia di Fabrizio De Andrè, ringraziandolo ogni volta che facciamo un concerto. Per chiudere non mi rimane che presentare i componenti del gruppo, che sono: Lamberto Infurna, chitarra e coro. Francesco Fiaschetti, fisarmonica e strumenti a fiato. Roberto Ceccarelli, percussioni. Antonio Merini, voce e chitarra.

Antonio Merini





Sabato 22 aprile alle ore 18
alla Palestra Comunale di Supino.

L'ADRAMELEK THEATER, I DISAMISTADE, L'HAMSTER CIRCUS

presentano :

CARAVAGGIO, PASOLINI, DE ANDRE': L'ARTE DAL POPOLO

CON I DISAMISTADE
(Antonio Merini, voce e chitarra del
gruppo; Francesco Fiaschetti, flautista; Roberto Ceccarelli, alle
percussioni; Lamberto Infurna, alla chitarra)

CHE CANTERANNO DE ANDRE' PER PRESENTARE IL
PROCESSO A CARAVAGGIO E PASOLINI .


di Gennaro Francione
Regia di Chiara Pavoni
Aiuto regia: Cristiano Fioravanti
Aldo Cerasuolo: Caravaggio - Fabrizio Rendina: Pasolini
Pierre Bresolin: avvocato - Chiara Pavoni: giudicessa.
Musiche: Mauro Petrarca - Costumi: Irene Corda


L'idea di unire un gruppo musicale e una compagnia teatrale è nata in una
serata conviviale in cui ci si è accorti della magica sinergia tra gli
spettacoli offerti dai due gruppi.


Il Pittore Caravaggio, il Poeta Pasolini, il Musicista De André, così distanti nel tempo e nello spazio, sono apparsi improvvisamente uniti dall'ispirazione comune nascente dalle cose popolari. Ed è così che i Disamistade nel nuovo spettacolo multiplo(a chiasmo), la cui prima si tiene a Supino il 22 aprile 2006(ore 17) presso la Palestra Comunale, iniziano con una canzone di De André dedicata a Pasolini(Una Storia Sbagliata) e con la Canzone di Marinella prostituta che "scivolò nel fiume a primavera". Come non ricordare "La morte della Vergine" di Caravaggio? Il dipinto fatto per la Chiesa di Santa Maria della Scala a Roma fu respinto dai frati della chiesa, i Carmelitani Scalzi, perché ritenuto scandaloso. Nella Vergine, infatti, si credette di riconoscere l'immagine di una donna morta gonfia o addirittura una prostituta annegata nel Tevere. Incredibile coincidenza vera? Questa è l'arte. Magia dei Sensi. I Disamistade, dopo il processo intentato dal giudice drammaturgo Francione e dalla regista Chiara Pavoni ai due geni Caravaggio e Pasolini, riprenderanno con la musica di De André ricollegandosi alla giudicessa chiamata a esprimere il verdetto col pezzo del terribile giudice nano(Un giudice), il cui testo è tratto dall'antologia di Spoon River. A seguire brani a valanga del musicista popolare De André fino alla chiusura in cui tutti gli artisti saluteranno e dialogheranno col pubblico presente. L'idea di unire un gruppo musicale e una compagnia teatrale è nata in una serata conviviale in cui ci si è accorti della magica sinergia tra gli spettacoli offerti dai due gruppi.Il Pittore Caravaggio, il Poeta Pasolini, il Musicista De André, così distanti nel tempo e nello spazio, sono apparsi improvvisamente uniti dall'ispirazione comune nascente dalle cose popolari. Ed è così che i Disamistade nel nuovo spettacolo multiplo(a chiasmo), la cui prima si tiene a Supino il 22 aprile 2006(ore 17) presso la Palestra Comunale, iniziano con una canzone di De André dedicata a Pasolini(Una Storia Sbagliata) e con la Canzone di Marinella prostituta che "scivolò nel fiume a primavera". Come non ricordare "La morte della Vergine" di Caravaggio? Il dipinto fatto per la Chiesa di Santa Maria della Scala a Roma fu respinto dai frati della chiesa, i Carmelitani Scalzi, perché ritenuto scandaloso. Nella Vergine, infatti, si credette di riconoscere l'immagine di una donna morta gonfia o addirittura una prostituta annegata nel Tevere.  Incredibile coincidenza vera? Questa è l'arte. Magia dei Sensi.I Disamistade, dopo il processo intentato dal giudice drammaturgo Francione e dalla regista Chiara Pavoni ai due geni Caravaggio e  Pasolini, riprenderanno con la musica di De André ricollegandosi alla giudicessa chiamata a esprimere il verdetto col pezzo  del terribile giudice nano(Un giudice), il cui testo è tratto  dall'antologia di Spoon River. A seguire brani a valanga del musicista popolare De André fino alla chiusura in cui tutti gli artisti saluteranno e dialogheranno col pubblico presente.



21 aprile quando ero pronta a scrivere sul mio blocco notes mappe per poeti smarriti nei meandri del verde di Supino in compagnia del giovane poeta Luca Colafranceschi, giunge la voce di Michela Cardamone via cellulare che ci permettevi arrivare in un casale particolare, a pochi chilometri da Frosinone, il casale Quatrini in un’epoca in cui la poesia è una scommessa in una società frenetica, dove il consumismo relega nell’editoria  i libri di poesia negli scaffali  più scomodi,i proprietari del casale aprono la porta alla poesia . Un bicchiere di vino, un piatto di pasta condita con il pungitopo, assaggi di torte rustiche particolari e il filo conduttore della chiacchierata è la poesia. In fondo nell’aria di Supino, un po’ ovattata dalle poveri sottili di Frosinone deve esserci qualcosa che si sprigiona di poetico e le anime più sensibili ne colgono l’aria .Non a caso in una sera d’agosto proprio a Supino un gruppo di musicisti nell’intrecciare musica e poesia hanno dato vita ai I DISAMISTADE. Nel luogo tradizionalmente nato per le proprietà terapeutiche dell’acqua , nel borgo che ha affascinato la parlamentare europea Morgantini eleggendolo centro propulsore della sua attività a sostegno del Popolo palestinese ,mentre si susseguono incontri, dibattiti, manifestazioni, nell’aria circola il vento della poesia. Senza  il confronto che nasce e si sviluppa dal dialogo e dallo scambio delle proprie idee , dal mettersi in discussione non può esserci una crescita mentale e culturale. Dei questo l’associazione culturale “LA FORCELLA”  deve essere propriamente convinta perché è da ciò che nasce la volontà di organizzare incontri, serate, dove ’artista ,le personalità sensibili , uomini e donne  che sentono il bisogno di guardare oltre la propria siepe mentale per rilassarsi o per eccitarsi portano la propria esperienza su un tavolo conviviale.Condividere, fare ricchezza della differenza ,approfondendo i propri interessi , cercando di capire quali punti in comune possono convivere tra un’espressione e l’altra . Una serata emozionante dove letteratura, poesia  e musica hanno trasmesso ai presente qualcosa di “Lui” del “poeta più circondato della nostra realtà frusinate: il Cardamone, con i suoi fogli che si macchiano di inchiostro attraverso un’armonia di suoni e di significati . In quest’atmosfera scopro un aspetto per me inedito del Prof. Scasseddu,che abbandona il ruolo del professore cattedratico, della lectio magistralis e parla del poeta ALFONSO CARDAMONE che ama definirsi un “POETA POST ERMETICO” viene scandagliato dal Prof. Scasseddu che metti in luce la “poesia scalena” che non ti lascia mai in pace sia per i temi sia per la metrica . I sassi sono aguzzi per l’erosione del mare così come le poesie di Alfonso . Su un banchetto la copia dell’ultimo libro del Cardamone  “Della consumazione del rogo” . Una presentazione particolare fuori dai luoghi ufficiali che si trasforma in una conversione sulla produzione complessiva del Cardamone. Il poeta “archilocheo” nelle cui vene senti scorrere il sangue della cultura classica dell’impegno politicio  intellettuale, ancora  una volta  ha fatto centro travolgendo i presenti in una cornice dove i suoni della natura e i suoi colori sembrano partecipare all’unisono con le parole dal Cardamone. Quando i versi si fanno cupi anche il cielo sembra farsi minaccioso in cui il cupo del mare si fonde con il cupo del cielo e anche il dentro del Cardamone era cupo. Ma “nel musicar delle onde” un frinire di cicale partecipa alla musicalità del verso. In piedi senti il leggero fruscio delle foglie per terra leggermente bagnate che ti regalano un’atmosfera musicale naturale che gioca coni versi di un poeta che canta la natura per difenderla . Il parlare di Alfonso Cardamone  diventa una lettera aperta alle generazioni. Sul blocco notes prendo appunti , Luca lo segue attentamente, in fondo tutti nutriamo “una devozione timorosa” e una “venerazione incondizionata per il Cardamone”. “Il centro sacro “ della cerchia letteraria di Frosinone, come i “Pylon Poets” nei confronti di Virginia Wolf.Non è un caso che il regista dei reading poetici che attraversano Frosinone dal 3 al 10 maggio sia lui, non è un caso che chi sceglie la poesia come genere di comunicazione prima o poi bussa alla sua porta . Prima o poi qualcuno dovrebbe raccogliere i consigli ei suggerimenti in una pubblicazione .